12 agosto 2006
Verso ferragosto..
Il condominio era ormai desolato. Tutti erano fuggiti verso imprecisate mete vacanziere, spesso ben più prosaiche di quelle che venivano preconizzate al bar. Una santa marinella camuffata da saint tropez, una fregene sotto le mentite spoglie di una porto rotondo.
Le Cannù si godeva la brezza marina stravaccato come un boss della mala sulla sdraio da 10 euro che aveva piazzato in terrazzo. Guardava la strada sottostante senza vederla realmente. Piccole comitive di automobili lasciavano la città dopo aver trascorso il consueto sabato pomeriggio nell' ipermaercato a far provviste, come se fosse in vista un conflitto atomico. Sfrecciavano via così, pigramente, sul rettilineo che conduceva al depuratore e poi alla via dell' aeroporto, macchiate da un sole arancione che non voleva saperne di andarsene a letto. Le Cannù accese con maestosa, sovrana lentezza una pall mall infilata all' angolo destro della bocca. Non pensava affatto al ferragosto. Piuttosto, cercava di ricordarsi che giorno fosse, e quanto mancasse alla fine di un altro anno cominciato in sordina e proseguito tra alti e bassi. Si ricordò con una certa punta di soddisfazione che di lì a poco sarebbe arrivato settembre. Settembre lo metteva di buonumore, gli faceva recuperare forze, energie, speranze, anche se poi si risolveva in un nulla di che. Perciò, rivolse di nuovo lo sguardo alla strada, aspirando una profonda, ruvida boccata di pall mall. Vide le ultime automobili che si accomiatavano dal supermarket, babele moderna del sedicente ceto medio. Una panda verde acqua marina guidata da una giovane coppia che discuteva animatamente sfrecciò ad una velocità sostenuta sotto il portone del civico 90, seguita a distanza di pochi secondi da una scassata tipo. Al volante, un uomo insignificante di mezza età che si scaccolava con pigrizia. Poi più niente, solo il vento che pettinava con insistenza sempre maggiore i platani del giardino condominiale.
Un' altra giornata era trascorsa, un 'altra ne sarebbe venuta.
La sigaretta continuava a bruciare senza slancio appoggiata al bordo di un posacenere di vetro trasparente. Le Cannù se ne era andato.
Le Cannù si godeva la brezza marina stravaccato come un boss della mala sulla sdraio da 10 euro che aveva piazzato in terrazzo. Guardava la strada sottostante senza vederla realmente. Piccole comitive di automobili lasciavano la città dopo aver trascorso il consueto sabato pomeriggio nell' ipermaercato a far provviste, come se fosse in vista un conflitto atomico. Sfrecciavano via così, pigramente, sul rettilineo che conduceva al depuratore e poi alla via dell' aeroporto, macchiate da un sole arancione che non voleva saperne di andarsene a letto. Le Cannù accese con maestosa, sovrana lentezza una pall mall infilata all' angolo destro della bocca. Non pensava affatto al ferragosto. Piuttosto, cercava di ricordarsi che giorno fosse, e quanto mancasse alla fine di un altro anno cominciato in sordina e proseguito tra alti e bassi. Si ricordò con una certa punta di soddisfazione che di lì a poco sarebbe arrivato settembre. Settembre lo metteva di buonumore, gli faceva recuperare forze, energie, speranze, anche se poi si risolveva in un nulla di che. Perciò, rivolse di nuovo lo sguardo alla strada, aspirando una profonda, ruvida boccata di pall mall. Vide le ultime automobili che si accomiatavano dal supermarket, babele moderna del sedicente ceto medio. Una panda verde acqua marina guidata da una giovane coppia che discuteva animatamente sfrecciò ad una velocità sostenuta sotto il portone del civico 90, seguita a distanza di pochi secondi da una scassata tipo. Al volante, un uomo insignificante di mezza età che si scaccolava con pigrizia. Poi più niente, solo il vento che pettinava con insistenza sempre maggiore i platani del giardino condominiale.
Un' altra giornata era trascorsa, un 'altra ne sarebbe venuta.
La sigaretta continuava a bruciare senza slancio appoggiata al bordo di un posacenere di vetro trasparente. Le Cannù se ne era andato.
Comments:
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Noto che le calde serate del Lido schiudono in te pensieri romantici degni del miglior Goethe.
Certamente convinto che Furio Camillo non sia l'Onphalos dell'eccentricità mondana della Dolce Vita, comincio a credere che la vista sulla Prospettiva dell'Appagliatore stia cullando sempre di più il tuo lato malinconico...
A presto Bello.
Certamente convinto che Furio Camillo non sia l'Onphalos dell'eccentricità mondana della Dolce Vita, comincio a credere che la vista sulla Prospettiva dell'Appagliatore stia cullando sempre di più il tuo lato malinconico...
A presto Bello.
..sto scivolando verso il cupio dissolvi, come i romantici tedeschi di fronte alle rovine del foro romano..
Ammazza, ahò!!
Buongiorno!
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Ammazza, ahò!!
Buongiorno!
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